Foto via Food Wars

Non riesco a smettere di guardare questo anime vagamente sessuale che parla di cucina

Ricette esotiche, ingredienti bizzarri e riferimenti sessuali onirici: ecco Food Wars.

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ago 8 2018, 12:50pm

Foto via Food Wars

Hai mai mangiato qualcosa di così buono da farti godere? Ti è mai successo, come a Marcel Proust o al critico gastronomico di Ratatouille, che un cucchiaio di zuppa di pollo o una fetta di torta alle mele ti riportassero alla mente un ricordo lontano? Bene, ora immagina che ogni boccone gustoso ti catapulti in un sogno eccitante in cui vestiti e inibizioni spariscono del tutto. E che, invece, ogni pietanza disgustosa faccia apparire accanto a te un mostro con terribili tentacoli.

Queste bizzarre e fantasiose metafore si ripresentano in ogni episodio di Food Wars, l'anime di successo, piuttosto problematico, che parla di cucina, elitismo vacuo e un piccolo snob coraggioso.

Food Wars racconta la storia di Soma Yukihira, un ragazzino arrogante cresciuto in una tavola calda, che arriva nella più competitiva scuola di cucina del Giappone. Qui, incontra gli chef più bravi al mondo, esplora l'affascinante universo della creatività culinaria e flirta con tutte le ragazzine che gli girano attorno.

Inorridisco un po' al pensiero, ma devo ammettere la verità: questo show è esattamente quello di cui avevo bisogno.

Sono cresciuta con Miyazaki e Julia Child. Ma negli ultimi anni del liceo ero già in fissa con Death Note, No Reservations, Cowboy Bebop, Good Eats ed entrambe le versioni, americana e giapponese, di Iron Chef. Nel mio tempo libero, mi dividevo tra la cucina e il mondo cosplay.

Da allora, non è cambiato granché, a parte il fatto che, ahimè, sono un po' cresciuta. E da adulta, faccio fatica a trovare un anime che mi piaccia. Anche quelli che adoravo da ragazzina oggi mi sembrano insopportabilmente sessisti. Così, quando un amico mi ha costretto a guardare Food Wars e mi ha detto "Ti sto per infliggere una cosa terribile. Ti chiedo già scusa, "ero già pronta a odiare anche questo. Mi aspettavo che fosse la solita schifezza sessista, e in parte non mi sbagliavo: le donne di Food Wars sono rappresentate in modo profondamente sessuale (ho visto più tette e culi che in qualsiasi altro anime) e per qualche bizzarra ragione i loro vestiti si volatizzano in sequenze sognanti ogni volta che assaggiano del buon cibo. E sebbene le scene di sesso non siano mai forzate o imposte (già un traguardo per gli anime), la mia reazione rimane la stessa, dai, ragazzi, davvero?

Eppure non riesco a smettere di guardare questa serie stupida, stereotipata e tremendamente sessista. Sono già alla terza stagione.

Se hai mai guardato Sailor Moon o Dragon Ball Z, sai bene che gli anime spesso si basano su storie banali e, puntata dopo puntata, l'assurdità non fa che peggiorare. Food Wars non è da meno, solo che parla di cucina e, giuro, funziona da pazzi.

La vita degli studenti alla Totsuki Academy è davvero stressante. Come i veri aspiranti chef, hanno un programma serratissimo, non possono perdere una sola lezione e ogni piccolo sbaglio potrebbe compromettere il loro futuro. Food Wars, però, va ben oltre e fa combattere gli studenti in scontri diretti alla Iron Chef. Alla fine della sfida, gli studenti possono essere espulsi oppure ammessi nel potente consiglio studentesco della Totsuki: The Elite Ten. E qui inizia la parte migliore dello show.

I personaggi degli anime in genere hanno delle caratteristiche speciali. Come ogni allenatore di Pokemon si concentra sul proprio elemento dominante, in Food Wars i personaggi si specializzano in cucina e ognuno ha le sue tecniche di preparazione preferite.

C'è Yuki, esperta di selvaggina. C'è Shun, che fuma tutto quello che prepara. Poi c'è Akira, un orfano di origini indiane bravissimo con le spezie. E Nao, una sorta di strega esperta di tecniche di fermentazione: la sua laksa al curry nero ispira le sequenze sognanti con scene BDSM. Poi ci sono i fratelli Aldini che sognano di aprire il migliore ristorante di tutta Italia. Erina, detta la Lingua di Dio, ha un palato così raffinato che i ristoranti di lusso la pagano per valutare i propri piatti. Nello show c'è anche una gastronoma molecolare, Alice, patita di centrifughe. E infine Soma, il protagonista, che fa un po' di tutto, proprio come ogni protagonista di anime che si rispetti.

Sembra assurdo, ma Food Wars è più istruttivo di qualsiasi altro programma sul cibo e sulla cucina. Io sono ossessionata dal cibo, eppure ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Mi ha sconvolto, ad esempio, quando Megumi, la pacifica ragazzina cresciuta in un villaggio di pescatori, ha preso all'amo un'enorme una rana pescatrice e l'ha macellata lì, ancora appesa, senza nessuno sforzo. Non avevo idea che si facesse così.

I personaggi della serie cucinano con ogni cosa, dalle foglie di curry alla crema al limone fino al pepe del Sichuan. Fanno essiccare la carne e preparano la zuppa di pesce nelle loro stanze del dormitorio. In un episodio l'esperta di carne texana Ikumi (che porta sempre un bikini con la bandiera a stelle e strisce, ovvio) spiega scrupolosamente come valutare un taglio di manzo A5 wagyu. In un'altra puntata, durante una competizione di colazioni, Soma prepara delle omelette soufflé deliziose mentre gli altri concorrenti servono uova alla benedict con la bottarga, frittate in insalata, loco moco con la vinaigrette, uno stufato giapponese rivisitato con uova di quaglia, e tantissime "uova" di ogni tipo, mousse di asparagi bianchi e salsa olandese. In un unico episodio passiamo dalla Francia a New York, dall'Italia alle Hawaii, fino al Giappone.

Guardare Food Wars potrebbe alimentare la tua curiosità culinaria, invogliarti a esplorare sempre di più. Potrebbe addirittura renderti uno chef migliore. In un episodio fai la conoscenza di Apicio, il gastronomo epicureo dell'Antica Roma, mentre in quello dopo Soma prepara il risotto con le mele e il bacon e lo serve a colazione. Gli aspiranti chef di Food Wars si spingono sempre oltre, sfidando persone più preparate, potenti ed esperte di loro. Ogni volta, clienti e giudici sono estasiati dalle delizie preparate dal protagonista, Soma, perché cucina solo per la gioia altrui. E chi lo sa? Forse, dopo aver visto lo show, anche voi testerete nuovi ingredienti e inizierete a creare gioia per voi stessi e chi vi sta intorno. Cercate solo di evitare quel terribile mostro con i tentacoli.

Questo articolo è comparso originariamente su Munchies US.

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