Un uomo ha denunciato una compagnia aerea per avergli servito spumante e non champagne

E potrebbe addirittura avere ragione.

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ott 26 2017, 7:00am

Foto dell'utente Flickr Luke Lai

Avete presente quei costosissimi e lussuosissimi viaggi internazionali dove ti servono caviale, champagne e sorrisoni? Ecco, io no. Però a quanto pare nemmeno l'uomo canadese che ha deciso di intentare causa contro la compagnia aerea su cui ha viaggiato pochi giorni fa.

Nativo del Quebec, la provincia più francese del Canada, Daniel Macduff era probabilmente (e comprensibilmente) carico di aspettative per il suo volo verso Cayo Coco, l'isola della Repubblica Cubana famosa per la sua altissima concentrazione di resort di lusso. Passeggero della Sunwing Airlines, che ad oggi ha definito la denuncia come "frivola" (ma di questo parleremo fra un attimo), il signor Macduff era emozionato anche per il viaggio in aereo stesso, dal quale si aspettava litri di champagne a profusione.

In quella che la Sunwing Airlines ha definito come un tipo di pubblicità generica, rivolta a evocare immaginari un po' meno specifici (negli opuscoli della compagnia ci sono frequenti rimandi a un cosiddetto "champagne service"), il canadese ha invece letto un chiaro riferimento alla bevanda di lusso per eccellenza, trasformatasi poi nelle ore di volo in un "comunissimo" spumante.

Stando infatti alle dichiarazioni della compagnia aerea, che probabilmente non si aspettava neanche che 1600 querelanti si aggiungessero a Macduff, lo champagne service pubblicizzato indica il tipo di cura che il servizio di bordo ama riporre nei confronti dei suoi passeggeri, e non un bicchiere di champagne vero e proprio.

A indispettire ancora di più il passeggero, come se non bastasse, ci si è messo anche il viaggio di ritorno, nel quale non sono state servite nemmeno le bollicine dello spumante. Sébastien Paquette, legale di Macduff, ha quindi colto l'occasione per specificare che non si tratti del bistrattato spumante in sé, quanto più di un mancato servizio promesso.

Ed è qui, nella promessa, che risiede la chiave di lettura di tutta questa intricata faccenda (e dico "intricata" solo perché usare un #FirstWorldProblems non è ancora molto accettabile). Negli anni, soprattutto da quando internet ha permesso a chiunque di venire a conoscenza di cosa succeda in ogni parte del globo, la lista delle "denunce assurde" dovute al mancato adempimento di promesse è cresciuta esponenzialmente, soprattutto in campo culinario.

Partendo dal noto caso del 1992 "Liebeck v. McDonald's", che ha visto l'amabile Stella Liebeck sporgere denuncia contro McDonald's, colpevole di averle servito un caffè troppo bollente, si arriva presto al "Leonard v. PepsiCo", che ha invece portato in tribunale l'amante della Pepsi John Leonard e la multinazionale statunitense, colpevole di non aver regalato all'uomo l'AV-8 Harrier II jump jet promesso e vinto attraverso l'acquisto di sette milioni di punti.

Come dimenticare poi la povera nuora italiana denunciata per aver cucinato male gli agnolotti, ignorando secoli di tradizione?

Ecco, se c'è una cosa che la causa Macduff v. Sunwing Airlines ci ha ricordato, è che non bisogna mai deludere le aspettative di nessuno. Soprattutto quando si tratta di agnolotti.