Munchieshttps://munchies.vice.com/itRSS feed for https://munchies.vice.comitWed, 12 Dec 2018 11:34:40 +0000<![CDATA[Sogni che si avverano: una fabbrica perde una tonnellata di cioccolato per strada]]>https://munchies.vice.com/it/article/9k4gpv/fabbrica-perde-tonnellata-di-cioccolatoWed, 12 Dec 2018 11:34:40 +0000No, non siamo nella fabbrica del cioccolatiere più famoso al mondo, Willy Wonka (neanche di quello gallese). Ma Willy e Charlie sarebbero stati ben felici, due giorni fa, di trovarsi a fare indigestione nella regione tedesca del Westoennen, dove la fabbrica DreiMeister ha perso una tonnellata(!) di cioccolato, che ha ricoperto il pavimento, formando una dolcissima strada alle porte dell'azienda. Un sogno, direte voi! Mica tanto, hanno pensato le persone sul posto, quando hanno realizzato che tutto quel cioccolato non sarebbe stato mangiato.

Mentre io sto cercando di quantificare nella mia testa una tonnellata di cioccolato, il quotidiano tedesco Soester Anzeiger riporta che l'incidente è scaturito da un "piccolo difetto tecnico", ma sì piccolissimo, secondo quanto dichiarato dal capo della compagnia, Markus Luckey. Uno dei serbatoi di stoccaggio ha lasciato traboccare un fiume di cioccolato al latte, che a contatto col pavimento freddo si è immediatamente solidificato.

A differenza della pioggia di Prosecco, scesa su Conegliano, che era scivolata via, senza troppi problemi. Perciò, a nessuno è venuta la brillante idea di raccogliere e portare via chili di cioccolato, come successo, in Italia, con l'Aperol. "Se fosse successo sotto Natale - ha detto Luckey - sarebbe stato un enorme disastro per noi."

E, in effetti, Luckey ha ragione: per l'azienda non è stato un grandissimo problema, dato che oggi ha ripreso normalmente a funzionare e le produzioni per il periodo natalizio saranno pronte. La strada dolce amara è stata, però, un problema per 25 vigili del fuoco, che insieme ai dipendenti dell'azienda, sì avete letto bene, hanno sgombrato la montagna cioccolatosa, armati di pale ed estintori. Di lunedì sera, nel caldo e accogliente distretto di Werl, in Germania.

A quanto pare, l'imprevisto non conosce bene il rigore e l'efficienza teutonica, ma il giorno dopo la strada si è presentata libera e pulita, come se non fosse successo niente. E così, Luckey ha portato scherzarci su, perdonando "Babbo Natale e Gesù Bambino che ci volevano rubare il nostro prezioso cioccolato".

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9k4gpvRedazione MunchiesRoberta AbateWTFWILLY WONKAstradafabbricaincidentecioccolato
<![CDATA[Il caffè potrebbe non sopravvivere al cambiamento climatico]]>https://munchies.vice.com/it/article/d3bxmy/caffe-e-cambiamento-climaticoWed, 12 Dec 2018 09:44:19 +0000Secondo la World Coffee Research, la temperatura di 32 gradi centigradi è il limite massimo oltre il quale le condizioni per la coltivazione del caffè non sarebbero più garantite

Se ti capita di fare un viaggio in auto tra le strade tortuose delle Ande, verso la piantagione di caffè di Finca Takesi, scegli il posto finestrino (ma non guardare giù). In questo angolo remoto della Bolivia, a circa mezza giornata di viaggio da La Paz, i guardrail sono una rarità e l'unico modo per attraversare queste strade sinuose è guidare con prudenza, attaccati al versante roccioso delle montagne . Non per niente, qui si trova la cosiddetta "Death Road," la strada della morte.

Se lavori nel settore del caffè, il viaggio è necessario e vale la pena rischiare. Finca Takesi è la piantagione di caffè più alta al mondo, dove i chicchi crescono in condizioni proibitive, che molti considerano impossibili.

Il 28% delle coltivazioni di caffè oggi esistenti è in grave pericolo

A causa del riscaldamento globale, l'industria del caffè potrebbe ben presto trovarsi di fronte a nuovi impellenti cambiamenti. Secondo la World Coffee Research, la temperatura di 32 gradi centigradi è il limite massimo oltre il quale le condizioni per la coltivazione del caffè non sarebbero più garantite. Nel report annuale del 2017, i ricercatori hanno dichiarato che il 47 percento dell'attuale produzione di caffè proviene da paesi che entro il 2050 potrebbero perdere fino al 60 percento di terreno coltivabile. Per capirci, il 28 percento delle coltivazioni di caffè oggi esistenti è in grave pericolo.

In molti casi, molti degli agricoltori di caffè stanno abbandonando l'attività per concentrarsi su altre coltivazioni

La maggior parte dei terreni si trova in aree a basse altitudini, in climi caldi e secchi, come Brasile, Nicaragua e India. Un altro studio nel 2016 condotto dal Climate Institute afferma che circa il 50 percento delle aree coltivate a caffè saranno inadatte alla produzione entro il 2050, e che il caffè selvatico, la risorsa genetica usata dai ricercatori per sviluppare nuove varietà, potrebbe estinguersi entro il 2080.

Il Brasile potrebbe perdere fino al 95 percento delle terre coltivabili a caffè Arabica entro il 2100.

Se queste date possono sembrare molto lontane nel tempo, per i ricercatori il problema è assolutamente urgente. "Senza dubbio questo sta già avendo un impatto sugli agricoltori," ha detto Christophe Montagnon, direttore scientifico del WCR. "Il cambiamento climatico aumenta i rischi per gli agricoltori, e con i prezzi bassi sul mercato, loro non sono pagati abbastanza per affrontare questi rischi. Di conseguenza, in molti casi, molti di loro stanno abbandonando l'attività per concentrarsi su altre coltivazioni, in India i coltivatori di Arabic stanno passando al Robusta, mentre in Kenya si stanno orientando sulle noci di macadamia e sul cacao in Nicaragua."

Piccola premessa per i meno esperti in materia: arabica e robusta sono le due specie di caffè principali. Robusta, come suggerisce il nome, è la varietà più resistente e con la resa maggiore, ma è utilizzata solo nelle miscele di bassa qualità. La pianta dell'Arabica, invece, è più delicata ma i suoi chicchi sono di qualità superiore.

Il destino del caffè Arabica, però, sembra davvero a rischio. Uno studio del 2015 dei ricercatori in Colombia, Nicaragua e Texas suggerisce che il Brasile potrebbe perdere fino al 95 percento delle terre coltivabili a caffè Arabica entro il 2100.

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I chicchi rossi sono quasi pronti a essere raccolti.

"Per dirla in termini molto semplici, a differenza di un essere umano, una piantagione non può semplicemente trasferirsi in un altro luogo. Come un albero, subisce tutte le conseguenze del cambiamento climatico dall'inizio alla fine della propria vita," spiega Montagnon del World Coffee Research. "Gli agricoltori possono mitigare gli effetti del clima gestendo l'irrigazione, piantando alberi che facciano ombra e diano sollievo alle piantagioni, questo potrebbe decisamente aiutare. Ma se il cambiamento è troppo grave, la pianta di caffè, nonostante gli sforzi, potrebbe non sopravvivere."

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<![CDATA[Pollo fritto con burro al miele]]>https://munchies.vice.com/it/article/439473/pollo-fritto-con-burro-al-mieleWed, 12 Dec 2018 09:17:38 +0000Porzioni: 2-4
Preparazione: 15 minuti
Tempo totale: 1 ora, più 8 ore per la salamoia

Ingredienti del pollo fritto con burro

Per la salamoia:

  • 90 g di sale kosher
  • 1 g di peperoncino macinato
  • scorza di un limone
  • scorza di un’arancia
  • 1 pollo da 1-1,5 kg, diviso in 8 pezzi

Per il burro al miele:

  • 225 g di burro non salato, a temperatura ambiente
  • 115 g di miele
  • 3 g di sale kosher

Per la panatura:

  • 210 g di farina 00
  • 50 g di farina di riso
  • 3,5 g di pepe nero macinato fresco
  • 12 g d'aglio in polvere
  • 8 g di cipolla in polvere
  • 0,2 g di pepe di Cayenna
  • 9 g di sale grosso marino
  • 1 g di paprika affumicata
  • 1 g di lievito in polvere

Per la pastella e la frittura del pollo:

  • 480 ml di latticello
  • 8 g di paprika affumicata
  • sale marino
  • olio di semi per friggere

Preparazione:

1. Inizia dalla salamoia: unisci sale, peperoncino macinato e le scorze di agrumi in una pentola con 2 litri di acqua a fuoco medio. Mescola, lascia sciogliere zucchero e sale, quindi fai raffreddare il composto prima di aggiungere i pezzi di pollo. Copri e conserva in frigo per 8-12 ore.

2. Prepara il burro al miele: monta il burro con le fruste elettriche fino a renderlo morbido. Incorporalo al miele e aggiungi anche il sale. Lavoralo, fino a renderlo liscio, emulsionato e succulento. Va servito a temperatura ambiente, da spalmare sopra il pollo fritto caldo. Se lo fai prima, tienilo in frigo e riportalo a temperatura ambiente, prima di servirlo. (Suggeriamo di togliere il burro al miele, se lo si mette in frigo, prima di pastellare il pollo)

3. Per la panatura: mischia bene le farine, le spezie e il lievito in polvere. Assaggialo, dovrebbe essere buono!

4. Per la pastella: togli il pollo dalla salamoia e asciugalo. Metti la panatura in un ampio contenitore. Versa il latticello in un secondo contenitore. Pastella un pezzo di pollo alla volta: passalo nel latticello, sgocciolalo, e panalo con il mix di polveri. Devi farlo uniformemente, senza creare un rivestimento troppo spesso. Ripeti l'operazione con il pollo rimasto.

5. Per la frittura: scalda abbondante olio di semi in una grande casseruola dal fondo pesante, fino a 170 gradi. Non friggere troppi pezzi di pollo alla volta, altrimenti la temperatura dell'olio si abbassa troppo. Bisognerebbe tenerla sempre sui 150 gradi, portando ogni pezzo a 73 gradi all'interno. Una volta cotto tutto il pollo, scolalo, asciugalo e fallo riposare su una gratella o su delle carta assorbente.

6. Sala il pollo fritto e spolveralo con paprika affumicata. Fai riposare un minuto, gira i pezzi e condisci anche sull'altro lato. Servi con il burro al miele

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439473Josh KulpChristine CikowskiBurroricettepollo frittoricette con carneRicette americane
<![CDATA[Questi 5 cocktail ti faranno sopravvivere alle festività natalizie]]>https://munchies.vice.com/it/article/yw7xb7/cocktail-feste-di-nataleTue, 11 Dec 2018 15:13:20 +0000Partiamo dal presupposto che sopravvivere agli interminabili cenoni del periodo natalizio è impresa ardua e complicata. Certo puoi ingannare il tempo costruendo una casetta di marzapane dell'Ikea, oppure metterti in cucina con i tuoi proponendo piatti poco convenzionali, ma sai anche tu che qualche cocktail, miscelato bene, potrebbe farti digerire e superare meglio la maratona calorica delle festività natalizie.Tanto 1000 calorie in più o in meno, cambia poco.

Perciò rilassati, dimenticati degli sbatti di studio o lavorative, apri la dispensa alcolica di casa e miscela questi 5 cocktail che ti faranno sbronzare e sopravvivere al Natale.

Colazione al Negroni

Prevenire è meglio che curare. La colazione al Negroni può svoltare il tuo Natale abitudinario o inaugurare il primo hangover del 2019. Cereali e Negroni, questa sì che è una colazione da campioni! Provala, senza paura.

Ricetta Colazione al Negroni

Mango Spritz

Facciamo un passo indietro. Torniamo al primo brindisi natalizio. Ce lo beviamo tutto l'anno, perciò non può mancare un bello Spritz. Se non parti per fantastiche mete caraibiche, concediti questo profumato Spritz al mango, leggero e fruttato. Va bene, non sarai a svernare su una spiaggia deserta, ma quantomeno potrebbe alleviare le interminabili ore seduti a tavola.

Ricetta Spritz al mango

Irish Coffee

Altro classico immortale, questa volta nella versione originale, per integrare dignitosamente il caffè post abbuffata. Pensa che, l'Irish Coffee, sembra sia stato inventato da Jonathan Swift intorno al 1700, grazie all'idea di aggiungere del whisky al suo caffè con panna. Montata, rigorosamente montata, che sgrassa, giusto?

Ricetta Irish Coffee

Punch al rum

Questo Punch al rum arriva direttamente dal Porchlight di New York e ti dà il diritto di sorseggiarlo con un fare molto snob, anche se non sei habitué dell'Upper East Side. Però è una figata semplicissima da preparare: basta lasciar la scorza dei limoni a riposare con lo zucchero per un'oretta e unire tutti i liquori alla fine. E scommetto che te ne berrai più di uno.

Ricetta Punch al rum

Samhain

Tanta dolcezza, tanto profumo speziato e una dose misurata d'alcol per un fine pasto che potrebbe regalarti emozioni. Un cocktail a base di sciroppo di zucca, nato in onore di un antico festival gaelico, il Samhain appunto, che salutava la fine del raccolto agricolo, segnando l'inizio dell'inverno. Bevi Samhain allora, e Buon Natale!

Ricetta Samhain

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yw7xb7Redazione MunchiesRoberta AbatedrinkalcoolSamhainnatalesbronzaNegroniricettespritzIrish coffeeIl Natale secondo MUNCHIES
<![CDATA[Il mio itinerario per bere vini pazzeschi, e naturali, a Milano]]>https://munchies.vice.com/it/article/pa5x3n/vinerie-milano-vini-naturaliTue, 11 Dec 2018 11:14:25 +0000Era il 2012 quando, trasferita da poco a Milano, assaggiavo i miei primi vini naturali e ci cadevo dentro con tutte le scarpe. Allora a Milano non c’era una grande scelta di locali dove trovarli e finivo sempre dai soliti tre, a sezionare le storie dietro ogni vino, imparare a occuparmi di quello che avevo nel bicchiere. Nel frattempo le cose sono cambiate: il termine “naturali” è già quasi completamente esausto, ma in compenso i locali dove berli sono diventati molti di più.

Intendiamoci, a Milano il vino naturale ha attecchito tardi e meno rispetto ad altre città italiane (penso a Roma, o anche Venezia o Parma) per non parlare di alcune europee: Parigi, Copenhagen. Comunque, oggi non ci possiamo lamentare, la mappa inizia a essere fitta e a Munchies abbiamo pensato fosse tempo di fare un bilancio.

Così ho fatto un giro per Milano, un simbolico giro in senso antiorario intorno alla città. Che poi simbolico mica tanto, perché nei locali ci sono andata davvero, uno al giorno, per sette giorni, l’ennesima scusa per bere un calice e chiacchierare con gli osti, nella speranza che questa pratica venga prima o poi registrata come disciplina sportiva. Ho scelto sette posti che mi piacciono e ritengo rappresentativi, dove si servono vini solo naturali. Ma a Milano ce ne sono molti altri, ne ho elencati un po’ alla fine.

VINOIR

Vinello vineria

Non c’è una cucina ma ci sono vari assaggi da tavola fredda: baccalà mantecato, caponata, conserve di pesce. Il vino qui è “vino quotidiano” mi dice, e in effetti lo spettro di avventori intorno a noi è molto trasversale, dall’appassionato al vicino di casa.

Poi però è vero che sugli scaffali trovi anche vini più ricercati, più cari anche, per esempio ci trovi Preisinger, Muster, Tschida, gli austriaci più desiderati del momento da almeno tutto il mio pianerottolo; e poi mi parla anche di una bottiglia molto rara da trovare, un Pignatello che arriva dalle vigne centenarie di un piccolissimo produttore di Pantelleria che si chiama Tanca Nica.

*Vinerie, ristoranti e negozi per bere naturale a Milano

Fine del giro. Oltre a questi, a Milano ci si può divertire coi vini naturali in molti altri posti, spero di non dimenticarne nessuno ma se lo faccio non è apposta. Qualche naturale si trova alle Cantine Isola, enoteca storica milanese che merita una visita a prescindere (via Paolo Sarpi); La Cieca, tra le prime a dedicarsi ai naturali (Zona Bocconi); il Panificio Longoni, che ha solo vini naturali, con pani e pizze per accompagnarli (Zona Piazzale Libia). E ancora altre enoteche-bistrot: Vinodromo, Bicerin, Linearetta, Cru, Hic Enoteche, Vino al vino. E poi i ristoranti, almeno alcuni: Ratanà, [bu:r], Pasta Madre, 28 Posti, FUD - Bottega Sicula, Kanpai, Da Martino, Rebelot, Ciz, Mater, . E i negozi alimentari: Terroir, Miobio.

Chiudo con un pensiero semplice: che il naturale va sempre più di moda e Milano potrebbe metterci un attimo a fagocitare tutto. Voglio dire: se scatta la corsa a rivendicare di avere i naturali in carta e i locali da citare diventano cento, ma poi al bancone o in sala c’è qualcuno che non sa di che parla, non ne ha una sincera passione, non sarà una buona notizia. Perché diventerà sempre più complicato distinguere il naturale vero, da quello opportunista. Per cui Milano, ti do un appuntamento: tra tre anni scrivo un altro pezzo come questo, e vediamo cosa hai combinato, se dai banconi saprai ancora raccontarmi il suolo, il vento e l’odore delle vigne, e farmi capire che valore ha supportare chi produce naturale, se insomma saprai ancora dare una qualche dignità alle nostre lunghe allegre dissennate bevute.

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<![CDATA[Tacchino arrosto con burro al tartufo]]>https://munchies.vice.com/it/article/78mnxb/tacchino-arrosto-con-burro-tartufoTue, 11 Dec 2018 09:48:43 +0000Porzioni: 5
Preparazione: 24 ore
Tempo totale: 27 ore 30 minuti

Ingredienti per Tacchino arrosto

Per la salamoia (aggiusta le dosi in base alle dimensioni del tuo tacchino):

  • Acqua (abbastanza per sommergere il tuo tacchino)
  • 60 g di sale marino per litro di acqua
  • Cognac, a piacere (aggiungine abbastanza in modo che la tua salamoia sia ben saporita)
  • Strisce di buccia d'arancia
  • Finocchio affettato
  • Semi di finocchio tostati
  • Foglie di alloro
  • Cipolla affettata
  • Timo
  • Spicchi d'aglio

Per il burro al tartufo:

  • Scaglie di tartufo
  • Sale marino
  • Pepe nero macinato fresco
  • Burro temperatura ambiente

Per il tacchino:

  • 1 tacchino (tipo americano usato per il Ringraziamento)
  • 1360 g di burro, sciolto, più un po' se necessario

Preparazione

1. Per la salamoia: mescola tutti gli ingredienti della salamoia in un grande secchio o piatto fondo. Poi, immergi nella salamoia il tacchino per 24 ore.

2. Per il burro al tartufo: mescola le scaglie di tartufo, sale e pepe nel burro. Metti da parte.

3. Rimuovi il tacchino dalla salamoia e asciugalo. Togli la pelle; fai scivolare le mani sotto la pelle del tacchino per creare uno spazio. Premi e spalma il burro al tartufo sotto la pelle.

4. Metti il tacchino su una griglia, posizionala in forno vicino alla ventola in alto e così da far asciugare la pelle del tacchino. Questo renderà la pelle croccante. Lascia la ventilazione del forno accesa finché la pelle non diventa abbastanza asciutta. Per l'umidità non preoccuparti, te ne occuperai nel prossimo passaggio.

5. Preriscalda il forno a 165 º C. Ungi delle garze alimentari o degli strofinacci puliti con il burro fuso. Avvolgi con questi panni il tacchino in cottura. Periodicamente, bagna la garza con più burro.

6. Quando il tacchino sarà completamente cotto (il tempo varia a seconda delle dimensioni), rimuovilo dal forno e avvolgilo nella carta alluminio per almeno 30 minuti prima di aprirlo. Se vuoi, puoi togliere la pelle prima di coprire il tacchino e rimetterla in forno, e poi servirla separatamente al tacchino quando è pronto.

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<![CDATA[Una ragazza ha costretto i suoi coinquilini a fare un test del DNA per capire chi le rubava lo yogurt]]>https://munchies.vice.com/it/article/qvqe8b/test-dna-furto-yogurtTue, 11 Dec 2018 09:42:20 +0000Se sei figlio unico, o hai studiato a casa e cresciuto sotto una campana di vetro, forse non hai mai avuto a che fare con degli schifosi coinquilini che non ci pensano due volte prima di aprire il frigo e a trangugiarsi il tuo cibo. Fortunato! Nella migliore delle ipotesi ti finiscono la roba avanzata dalla settimana prima e ti risparmiano la fatica di gettarlo nella spazzatura. Nel peggiore dei casi, invece, si versano l'ultimo goccio di latte ci tuffano l'ultimo cereale e rimettono tutti i contenitori vuoti a posto.

Ti rode, ma tutti noi ormai sappiamo gestire la cosa: lasciando un messaggio passivo-aggressivo in cucina e lanciando un po' di merda scritta contro il coinquilino sospettato. Ecco, una studentessa di Taiwan ha portato la sua vendetta a un livello completamente nuovo: ha denunciato i presunti ladri di yogurt di casa alla polizia locale, chiedendo di avviare un'indagine.

Secondo la TVBS, la ragazza - di cui non è stato rivelato il nome - era una studentessa della Chinese Culture University di Taipei e condivideva una casa con altre cinque ragazze. Il mese scorso, andando in cucina, ha notato uno dei barattoli di yogurt che aveva comprato nella spazzatura, vuoto. L'ha tirato fuori, nonostante costasse una cosa come 2 dollari, e ha affrontato i suoi coinquilini, chiedendo al ladro di confessare.

Quando tutti hanno fatto fondamentalmente spallucce e hanno detto il loro buon "Non sono stato io", la tizia ha preso la confezione vuota ed è andata direttamente alla stazione più vicina di polizia. Ha parlato con un ufficiale, ha spiegato la situazione e ha chiesto di avviare un'indagine su questo crimine davvero odioso. Non si è ben capito quali leggi possano essere applicate in proposito a Taiwan, ma il dipartimento di polizia ha accolto la richiesta della ragazza.

E insomma, dopo il tentativo fallito di rintracciare il colpevole dalle impronte sul barattolo, hanno chiesto all'accusatore e ai suoi cinque compagni di casa, di presentarsi alla stazione in modo da poter raccogliere campioni di DNA. Dopo aver speso più di 500 dollari in test genetici, la ladra è stata infine identificata; attualmente è accusata di furto.

Allo stesso tempo, però,

i contribuenti del posto si stanno chiedendo il motivo per cui dovranno pagare tutta questa merda di test di tasca loro e, soprattutto, perché i poliziotti hanno accettato di farlo. "È uno spreco di risorse sociali", ha detto un residente ad Apple Daily. "Se fossi il poliziotto, le ricomprerei il suo barattolo da due dollari: il costo della manodopera e delle risorse materiali è troppo grande." Un poliziotto anonimo l'ha spiegata bene: "In pratica è come usare un cannone per sparare agli uccelli", che può essere benissimo qualcosa che il dipartimento fa, a questo punto.

E quindi ok: rubare il cibo e gli snack dei tuoi coinquilini è uno schifo, ma allo stesso tempo ci auguriamo vivamente che quando quella ragazza è uscita per denunciare il furto alla polizia, quelle rimaste abbiano imbrattato il pavimento con tutto lo yogurt non loro che c'era in frigo.

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<![CDATA[Venite a trovarci a Casa Depop il 15 dicembre? Dai! ]]>https://munchies.vice.com/it/article/yw7xgj/casa-depop-munchies-15-dicembreMon, 10 Dec 2018 16:49:22 +0000Due le cose certe durante le vacanze natalizie: la mole di cibo - tanto cibo - che ingurgiterete e le sbronze garantite a tavola con i parenti.

Visto che noi teniamo ad entrambi gli argomenti, in tempo per Natale parleremo di Hangover, e di come curarlo col cibo, sabato 15 dicembre a Milano a Casa Depop, l’evento di Depop, il market social dove più di 11 milioni di persone ogni giorno comprano, vendono e scoprono prodotti incredibili.

Per un’intera giornata, alcuni degli utenti più famosi della piattaforma saranno riuniti in un'abitazione milanese, venderanno dal vivo i loro prodotti, e ogni stanza avrà dei veri e propri padroni di casa.

Bahamamama vi aspetta con un beauty bar in bagno; WOVO avrà un boudoir in camera da letto; Radio Raheem metterà musica in soggiorno. Munchies sarà in cucina, a parlare di hangover e a suggerirvi il panino must da preparare, quando il mondo sembra non sorridervi.

A parlare degli Hangover la redazione di Munchies, mentre a preparare il panino Spacca Hangover il verace Mr.Chedo, Edoardo Notizia, art director, ma soprattutto chef a domicilio napoletano.

E adesso passiamo alle informazioni pratiche: Casa Depop sarà in via Angelo Maj 5, e sarà aperta dalle 11 alle 20.

Il nostro workshop sull'hangover si terrà alle 11.30 e alle 15.30. Per venire a farci un saluto, e ritirare la nostra fanzine sull’Hangover con preziosi consigli anche su Milano, dovete registrarvi all’evento qui (altrimenti rischiate di non entrare).

CasaDepop Milano

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yw7xgjRedazione MunchiesmilanoeventiHangoverEventi Fighissimi
<![CDATA[Questo libro di ricette vintage contiene piatti a base di banana orribili e inimmaginabili ]]>https://munchies.vice.com/it/article/vba3x3/libro-di-ricette-vintage-bananaMon, 10 Dec 2018 11:01:01 +0000Ci sono pochi cibi al mondo che evito come la peste: i peperoni, le vongole crude e forse qualche altra cosa molliccia qui e là. Per il resto, mi piace davvero tutto. Dolce, salato, amaro, grasso, magro, vegetale...non faccio distinzioni, e mangio tutto quello che la terra ci offre.

Ci sono tre cibi con cui non ho mai avuto alcun problema, e sono il formaggio, le banane e il prosciutto, (a parte quella decina di anni in cui ho deciso di essere vegetariana). Formaggi e banane sono tra i miei cibi preferiti. Adoro iniziare la giornata con una buona dose di potassio e poi, be', il formaggio è il formaggio. E onestamente non mi importa molto che sia una fetta di cheddar in un panino al tonno, o del Brillat Savarin su un cracker di segale, accompagnato da un tocco di miele d'arancio; mangio tutto.

Ed è per questo che il mio cervello è andato completamente in tilt qualche mese fa quando ho iniziato a sfogliare questo vecchio libro di ricette intitolato Chiquita Banana’s Recipe Book, acquistato su eBay in un momento di profonda noia e mossa da ingiustificata curiosità per l'argomento. Come quella volta che ho pagato 80 dollari una copia di Playgirl del 1995 solo per vedere un nudo integrale dell'ormai defunto Peter Steele dei Type O Negative.) Su Smithsonian, questo libro di ricette del 1947 è descritto come "un tentativo strategico di vendere la banana 'esotica' come un frutto appetibile per tutta la famiglia americana." Ma quello che interessa a me sono le ricette contenute nel libro, in particolare una ricetta.

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In realtà, a parte il mio trauma con l'Orrore alla Banana, ci sono anche ricette apparentemente normali e sfiziose nel libro. Per esempio, c'è questa torta banane e cioccolato che sembra molto buona. Se non aggiungete formaggio, mostarda o prosciutto, lo giuro, non potrà succedere nulla di male.

Questo articolo è comparso originariamente su Munchies US.

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<![CDATA[Abbiamo provato la pillola che dovrebbe farti passare l'hangover ]]>https://munchies.vice.com/it/article/zmdyka/pillole-hangover-night-outMon, 10 Dec 2018 10:11:54 +0000Sto realizzando uno dei sogni della mia vita, mentre scrivo quest'articolo. Uno dei sogni della mia vita alcolica. Raccontare su MUNCHIES una sbronza credo sia l'apice della mia carriera da alcolista (molto poco) anonimo, dai tempi in cui mi sballavo di Bacardi Breezer, fino alle barcollanti uscite dal Coco Bongo. ("vale il viaggio"). Sono sacrifici.

Quindi a VICE ITALIA abbiamo trovato la scusa per l'ennesima sbronza. Provare la pillola che avrebbe risolto per sempre i nostri hangover, quella maledetta serie di innumerevoli postumi che ti accompagnano il giorno dopo le feste. Mal di testa, affaticamento, sonnolenza, capogiri, irritabilità, nausea, generale avversione e insofferenza per tutto ciò che ti circonda.

sondaggio hangover pills
Il popolo di Instagram dice sì. Foto dell'autore

Chi non ha potuto spaccarsi nel week-end, perché stava male, ha prontamente recuperato di lunedì, come Simone, del dipartimenti grafico. "Nulla di apocalittico, ma comunque troppe birre e troppo poco sonno, per esser lunedì sera. Mi sveglio triste e annichilito, mangio un pacco intero di wafer e sciolgo le mie pastiglie. Sento il sapore dei sali minerali che reintegrano. Vado al lavoro e non sto male, anche se ho l’impressione di avere il cervello fuori asse, come fosse al mio fianco invece che in testa. Non ho sonno, ho voglia di fare sport, di giocare a tennis". Insomma con lui hanno funzionato pare.

A Roberta di Munchies non solo non passa l'hangover, ma addirittura sta male a causa delle compresse: "Ho bevuto qualche bicchierino di vino, mangiato poco, quindi mi aspettavo un leggero mal di testa il giorno dopo. In genere, quando è così, prontamente prendo un paracetamolo prima di andare a dormire e ne metto un altro sul comodino, con bicchiere d'acqua annesso, per quando mi sveglio alle 7 del mattino e ho chiaramente un martello pneumatico nel cervello. Decido però di sacrificarmi per la scienza: non prendo nulla, così da non sfalsare il risultato delle compresse. Mi sveglio, sono un po' rincoglionita, nulla di più. Prendo l'integratore, il sapore mi disgusta. Dopo 20 minuti non solo non sto meglio, ma inizio a sentire la nausea che non avvertivo al risveglio. La testa pulsa, porto il cane a fare i bisogni al parco, e mi dico che sono proprio una brava persona, una di quelle che porta il cane a fare i bisogni mentre sta chiaramente per morire dal dolore. Torno a casa, non sto bene, rimetto. Mi butto a letto, mi sparo un paracetamolo da 1000 (compressa intera non da 500) e dopo un paio di ore di brutte serie tv e letto, sto meglio."

Ecco invece la mia di esperienza. Sono talmente emozionato all'idea di raccontare la mia sbornia che sbaglio a prendere la prima compressa, sabato mattina. La butto giù, senza scioglierla e rischio di morire soffocato. Prima precauzione: non ingerirla senza acqua. Ma sono vivo e sabato sera recupero: un gin tonic, un Mai Tai, un Long Beach e qualche giro di shot per festeggiare un amico. Sono decisamente più felice e questo si ripercuote sulle mie azioni. Tipo sciogliere la compressa in acqua, il giorno dopo, scoprire il terribile frizzantino all'arancia, che purtroppo non salva il mal di testa, lo stomaco sottosopra e la domenica da bradipo.

Morale della storia: il migliore rimedio contro l'hangover è promettere di sbronzarti per scrivere una recensione sulle pillole contro l'hangover, ma evitarlo fino all'ultimo perché sei troppo pigro per scriverla.

Una cosa è certa: nessuno diventerà astemio, anche se non abbiamo ancora il rimedio definitivo contro l'hangover. O forse sì. Ce l'ha Federico di Motherboard. "Domenica mattina ho messo alla prova le proprietà terapeutiche delle pillole contro l'hangover: la triste verità è che l'effetto delle pillole è risultato non pervenuto. Mi sono svegliato con mal di testa e senso di nausea e me li sono tenuti fino a sera."

"Ma ogni volta che ho bevuto alcool, nelle due settimane in cui mi sono portato in tasca le pillole, non mi sono mai ubriacato. La consapevolezza che un bicchiere in più mi avrebbe fatto sbronzare, costringendomi il giorno dopo a testare le pillole e scrivere una recensione, mi ha aiutato a non superare il mio limite. All'ultimo giorno, è prevalso il senso di responsabilità nei confronti di MUNCHIES e finalmente mi sono sbronzato."

"Morale della storia: il migliore rimedio contro l'hangover è promettere di sbronzarti per scrivere una recensione sulle pillole contro l'hangover, ma evitarlo fino all'ultimo perché sei troppo pigro per scriverla".

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