Quest'uomo ha cercato in tutto il mondo la cura perfetta dell'hangover

E c'è un solo rimedio su cui sarebbe pronto a scommettere.

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27 dicembre 2018, 9:00am

Getty Images/South Agency

Shaughnessy Bishop-Stall, giornalista e scrittore canadese, dice di aver trovato una cura definitiva per l'hangover. Ma dice anche che faremmo meglio a non provarla.

Lo so, non ha molto senso. È come se Jonas Edward Salk dicesse, "Ehi, ho scoperto il vaccino per la poliomielite, ma è meglio che non lo proviate." Non dovremmo festeggiare questa leggendaria scoperta scientifica? Se davvero funziona, potremmo davvero bere quanto ci pare senza curarci delle conseguenze. Ma questo, come osserva Bishop-Stall, potrebbe essere un problema ancora più grave dell'hangover stesso.

Il giornalista ha passato circa dieci anni in viaggio in tutto il mondo alla ricerca dei rimedi post sbornia, usando il proprio corpo come cavia per ogni tipo di esperimento. Come racconta nel suo nuovo libro, Hungover: The Morning After and One Man’s Quest for the Cure, i rimedi fantasiosi, disgustosi o improbabili non mancano di certo.

Nel corso della sua ricerca, ad esempio, Bishop-Stall si è riempito i calzini di cicuta, una pianta velenosa, si è spremuto del lime sotto le ascelle, e ha mangiato "due anguille, affogate nel vino" seguendo la tradizione dell'Impero Romano per curare i disturbi provocati dal troppo alcol. Dalla sua ricerca, il giornalista ha riscontrato che quasi tutti i rimedi testati si rivelano una Verschlimmbessern, che in tedesco è l'unione di due termini opposti e contrastanti: Verbessern, migliorare e Verschlimmern, peggiorare. Insomma, significa 'peggiorare le cose nel tentativo di migliorarle'. Non un grande successo quindi.

Tra tutte, però, il giornalista ha trovato una cura che funzionerebbe davvero. La ricetta comprende dell'estratto di cardo (per il fegato), N-acetilato (per il sistema immunitario), vitamina B1, B6 e B12 (per il metabolismo) e franchincenso (una resina aromatica antinfiammatoria). Basta prendere questo beverone la sera prima di andare a letto e Bishop-Stall promette che la mattina seguente "ti sentirai comunque stanco, forse esausto, ma a parte questo, tutto sarà più che normale."

Incuriosito, ho chiamato Bishop-Stall per capire tutto quello che ha dovuto passare per arrivare a questa conclusione. Queste sono le sue risposte.

MUNCHIES: Per qualche motivo, ho pensato che ubriacarmi ieri sera e provare una delle cure descritte nel tuo libro fosse una buona idea. Ma credo di aver scelto quella sbagliata.
SHAUGHNESSY BISHOP-STALLY: Quale hai provato?

Sto bevendo dello zabaione con del carbone dentro.
[verso di disgusto] Mi dispiace tanto.

Sono quasi certo di sentirmi peggio di prima.
Sì, quello non era molto in alto nella classifica dei rimedi approvati.

Tu l'hai provato anche con lo shot di olio d'oliva. Ma sono sicuro che avrei vomitato.
Vero. È stato un enorme enorme sbaglio. Pensavo che unire il carbone con un tocco di Mediterraneo sarebbe stato meglio. Non è andata benissimo. Quello è stato uno dei più grandi errori che io abbia fatto, chiamiamolo così.

Quando hai iniziato a scrivere il libro pensavi che la cura definitiva per l'hangover esistesse davvero? O volevi solo avere conferma che il genere umano fosse un ammasso di idioti?
Non pensavo che avrei davvero trovato la cura. Ma non ero nemmeno troppo preoccupato all'idea di non trovarla. Mi immaginavo l'ultimo capitolo del libro come una sorta di conclusione poetica, di riflessione filosofica sul fallimento. E invece sono stato davvero sorpreso quando ho trovato qualcosa che eliminasse del tutto i sintomi principali della sbronza.

Sono sempre stato convinto del fatto che la cura per l'hangover dovesse avere a che fare con l'idratazione. Se bevi abbastanza acqua prima di andare a dormire, ci sono più possibilità che tu ti svegli in uno stato più accettabile. È sbagliato?
Non del tutto. La disidratazione è uno dei sintomi, ma non è una delle cause dell'hangover. È il tuo corpo che cerca di eliminare tutta la roba tossica che gli crea problemi. Il nostro sistema immunitario va in tilt e il trucco è rimediare prima che si scateni l'effetto domino.

Quindi una volta che ti addormenti, ormai è troppo tardi per agire?
Esatto. Devi bloccare il meccanismo prima che si metta in moto. Se lo prendi in tempo, forse non si sarà ancora diffuso l'acetaldeide, un composto tossico che scompone l'alcol all'interno del corpo. Quindi ci sono meno elementi tossici in circolo e il tuo organismo non li deve aggredire tutti contemporaneamente. Penso che sia questo quello che accade, anche se non sono un medico, ma anche i medici che si occupano di hangover, non sono del tutto certi su come funziona il processo.

Ho provato uno dei rimedi che suggerisci nel libro dopo il giorno del Ringraziamento. Mio fratello ha una sauna, accanto al Lago Michigan, e così, dopo un weekend di bagordi, ci siamo entrati e poi ci siamo tuffati nel lago.
E ha funzionato?

Mi sono sentito meglio, sì. Ma è efficace? Ho davvero curato l'hangover o mi sono solo illuso di averlo fatto?
Ci sono diversi studi scientifici a riguardo, che hanno analizzato il meccanismo di "fight or flight response" (reazione o fuga, NdT) quando il fisico scende sotto una certa temperatura. A livello primordiale, quando il corpo sente freddo, sa che è in pericolo.

In effetti per qualche secondo ho davvero creduto che sarei morto.
Quella è l'adrenalina che il corpo produce quando sente quel freddo tremendo, soprattutto se prima era in un luogo caldo. E l'adrenalina è un'ottima cura per alcuni dei sintomi dell'hangover.

E cosa mi dici invece del fatto di sudare in sauna?
Certo, è utile ma c'è anche il rischio che si aggravi uno dei sintomi principali dell'hangover, ovvero la disidratazione.

Quindi meglio limitarsi a un tuffo nel lago ghiacciato?
Be', non lo suggerirei ai lettori, perché c'è sempre il rischio di arresti cardiaci e poi ci denunciano. Ma in teoria, a livello ipotetico, penso che possa funzionare.

Perché non esiste una ricerca medica più approfondita sul tema dell'hangover?
Se vuoi una risposta semplice, credo che storicamente i medici abbiano sempre avuto di meglio di fare, [ride]. Sono persone molto impegnate.

Quindi non si preoccupano dell'hangover? Non è il cancro, certo, ma causa davvero tanta sofferenza.
Penso che sia molto in basso nella loro lista delle priorità perché la soluzione, se vuoi, è molto semplice: non bere, o almeno non bere così tanto da farti venire un hangover. Ma questa non è l'unica spiegazione. L'hangover è come il raffreddore più comune, e per trovare la cura bisogna capire come funziona il nostro sistema immunitario. I medici preferiscono impegnarsi per trovare la cura al raffreddore, perché quello non comporta scelte morali discutibili.

Un hangover in pratica è un campanello di allarme, giusto? È il nostro corpo che ci dice, "ti prego non farlo mai più, è una pessima idea."
Esatto, è un segnale d'allarme molto riconoscibile, ma spesso noi tendiamo a non ascoltarlo. Sappiamo cosa ci aspetta, avvertiamo i primi sintomi ma continuiamo a bere.

Nel libro arrivi a un punto interessante in cui ti interroghi sullo scopo stesso della tua ricerca e ti chiedi se non sia una pessima idea cercare un rimedio all'hangover. Forse abbiamo davvero bisogno dell'hangover, perché se non ci fosse quello, saremmo perennemente ubriachi, tutti i giorni.
Penso che sia possibile, o almeno questo è quello che succederebbe a tutti quelli che hanno un cuore, e un'anima. Mentre chi non ce l'ha, rimarrebbe sobrio e governerebbe il mondo. È noto infatti che quasi tutti i dittatori mondiali erano astemi.

Davvero?
Certo, dittatori astemi, è un fenomeno curioso.

Hitler non era uno che beveva spesso. Idi Amin, Mussolini, tutti non bevitori. Non ci avevo mai pensato prima.
Non tutti ci fanno caso. Penso che Gengis Khan sia stato l'ultimo despota a essere anche un vero ubriacone.

Stavo per dire Josef Stalin, ma mi pare di aver letto da qualche parte che lui beveva acqua al posto della vodka, per poter ingannare i nemici.
Ci sono tantissimi esempi così tra i cattivi della storia, e anche degli attuali politici americani potremmo parlare a lungo.

Ma certo, è vero.
E non parliamo solo di gente che non beve alcol molto spesso. Parliamo di veri e propri astemi rigidissimi. È molto strano.

Trump dice di non aver mai nemmeno assaggiato una goccia d'alcol.
Esatto. Questa è la mia grande paura, oltre al fatto che crolli la società perché tutti sarebbero sempre ubriachi marci: temo che quelli che rimarrebbero sobri e al potere sarebbero dei veri psicopatici.

Questo articolo è comparso originariamente su TONIC US.

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