Foto a sinistra per gentile concessione di Erica DeAnda; foto a destra per gentile concessione di Carli Smith

La birra con i brillantini è qui per rendere migliore (o peggiore) la vostra giornata

Certo, la birra è fantastica, ma avete mai provato a pisciare brillantini?

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mar 5 2018, 7:03am

Foto a sinistra per gentile concessione di Erica DeAnda; foto a destra per gentile concessione di Carli Smith

Chi non ama i brillantini? Sono praticamente impossibili da togliere dai vestiti dopo una notte di festeggiamenti, ma accidenti se mettono allegria. E adesso, grazie ai lustrini edibili, anche il vostro sistema digestivo può scintillare come una palette di ombretti negli anni Novanta.

Cupcakes scintillanti e cappuccini glitterati hanno avuto il loro momento di splendore. Ma adesso i lustrini hanno finalmente invaso il mondo, tradizionalmente dominato dagli uomini, della birra artigianale. Non stiamo dicendo che sarà il prossimo trend brassicolo - togliere i brillantini dagli impianti di produzione della birra è dannatamente difficile - ma sta decisamente guadagnando popolarità. Ska Brewing di Durango, Colorado, Three Weavers Brewing Company di Inglewood, California, e Bold Missy Brewery di Charlotte, North Carolina, sono solo alcuni dei birrifici che si sono dedicati alla produzione di birre glitterate.

Foto per gentile concessione di Carli Smith

“Ho fatto alcune birre con i brillantini e il risultato mi ha molto colpito” dice Erica DeAnda, head brewer alla Minocqua Brewing Company di Minocqua, Wisconsin. “Sono divertenti e portano l'unicità della birra a un altro livello".

Carli Smith, head brewer di Bold Missy, ha recentemente prodotto una birra per rendere omaggio alla regina del kitsch Lisa Frank - una saison con lime e pepe rosa chiamata Trapper Keeper. Non è il suo primo tentativo con i brillantini: li aveva già aggiunti nelle botti subito prima di servire la birra per impedire che si fermassero sul fondo. (Per questo motivo, oltre al fatto che i brillantini alla fine si dissolvono ed è praticamente impossibile pulire del tutto i macchinari, di solito si aggiungono nei barili e non durante il processo produttivo).

Un'aggiunta vista come 'femminile' a un'industria tipicamente 'maschile' sembra quasi un modo per reclamare il ruolo delle donne in un'industria dove il sessismo è un problema

Cat Wiest, ex head brewer della Seabright Brewery di Santa Cruz, condivide l'entusiasmo per le bevande glitterate. Ne ha già prodotte quattro - alcune delle quali hanno catturato l'attenzione dei media nazionali - e sta già lavorando alla prossima.

Ma nessuna di loro può dire di essere stata la prima. DeAnda, Wiest, e Smith dicono che la loro fonte di ispirazione è stata Alex Nowell della Three Weavers, che ha prodotto una IPA con lustrini (Mel’s Sparkle Pony). Ognuna descrive l'entusiasmo al primo scintillante sorso, e la disponibilità di Nowell a divulgare la sua tecnica a chiunque fosse interessato.

Ovviamente tale entusiasmo non è sempre condiviso. Le problematiche sollevate più di frequente sono quelle relative alla sostenibilità ambientale e a come come il nostro corpo digerisce i lustrini.

Glitter edibile usato nella birra di Minocqua Brewing. Foto per gentile concessione di Erica DeAnda

“Penso che in molti si preoccupino di fare la pipì con i lustrini. Ma si dissolvono così velocemente nel vostro corpo che non è un problema" spiega DeAnda per poi ammettere che, anche se ha sempre usato brillantini edibili, non si è mai preoccupata delle problematiche ambientali: "Dovrei diventare più consapevole di quali marchi utilizzo". Smith pensa che le preoccupazioni ambientali: "Io non me ne curo per niente. È edibile, si dissolve".

Il fatto che siano soprattutto (se non solamente) donne a produrre birre con i lustrini non è un caso. Un'aggiunta vista come 'femminile' a un'industria tipicamente 'maschile' sembra quasi un modo per reclamare il ruolo delle donne in un'industria dove il sessismo è un problema. Ma, a differenza di altri prodotti ultra-genderizzati, la birra con i brillantini è per tutti.

“Anche gli uomini bevono la glitter beer” dice DeAnda "Non penso che sia irrispettoso verso la birra artigianale perché nei miei prodotti io ci metto il cuore e l'anima - i glitter sono solo una piccola parte del mio cuore, quindi perché no?".

Wiest descrive un'esperienza che ha avuto durante una gara di abbinamento cibo-birra a cui ha partecipato con una double IPA sbrilluccicosa: "Ho vinto la competizione e mi è venuto in mente un birraio locale, che diceva cose come 'Certo, Cat ha fatto una double IPA, ma è triste che sia dovuta ricorrere a questi espedienti". Il marketing è un trucchetto. Le persone comprano con i loro occhi. Il consumo non deve essere solo con il palato. Se con la tua birra puoi creare un'esperienza multidimensionale, ti meriti il successo".

Foto per gentile concessione di Carli Smith

Nonostante le difficoltà dei birrifici a produrle, queste birre super-instagrammabili stanno apparendo sempre più di frequente ai festival brassicoli. “Quando le persone vengono al mio banchetto e provano 'quella con i brillantini', non si limitano a ringraziarmi e andare allo stand successivo, come normalmente capita" spiega West "Si fermano, la mostrano agli amici, fanno foto.... è straordinario".

E alle critiche risponde semplicemente "Se non ti piace, non berla, molto semplicemente". Gli fa eco DeAnda: "È una scelta del consumatore. Se non ti piace, non berla - ma dannazione, lasciaci vivere!".

Beth Demmon è una scrittrice di birra artigianale che vive a San Diego. I suoi lavori sono apparsi su BeerAdvocate, Playboy, Thrillist, MUNCHIES, Tales of the Cocktail, e molti altri luoghi. Puoi leggere i suoi articoli su bethdemmon.contently.com.

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Questo articolo è originariamente apparso su Munchies US.