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Di quando i Sumeri venivano pagati in birra e altri aneddoti storici sull'ubriachezza

Roberta Abate

Roberta Abate

Il libro "Breve Storia dell'ubriachezza" di Mark Forsyth è un concentrato di storie da usare al bar mentre vi scolate un paio di drink.

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“L’ubriachezza è universale e sempre diversa, esiste in ogni tempo e in ogni luogo. Può assumere la forma di una celebrazione o di un rituale, fornire il pretesto di una guerra, aiutare a prendere decisioni o siglare contratti; è istigatrice di violenza e incitamento alla pace , dovere dei re e sollievo dei contadini. “

Se c’è qualcosa su cui non ci fermiamo mai a riflettere è il bere. O meglio ne parliamo tanto, lo facciamo altrettanto, ma non riflettiamo mai sul significato che ha l’alcol e dell'importanza del rito collettivo dello “sbronzarsi insieme”.

Prima ancora di essere umani, siamo stati bevitori. L’alcol esiste in natura ed è sempre esistito. Quando la vita è cominciata, 4 miliardi e rotti di anni fa, c’erano microbi unicellulari che sguazzavano felicemente nel brodo primordiale, nutrendosi di zuccheri semplici ed espellendo etanolo e anidride carbonica. Pisciavamo birra, in sostanza” scrive Mark Forsyth nel primo capitolo di Breve Storia dell’ubriachezza (edito in Italia da Il Saggiatore) .

A sinistra copertina del libro de Il Saggiatore. A destra Mark Forsyth, foto via Wikipedia

Darsi alla lettura di un libro sull’ubriachezza, e sulla sua storia, è un modo non solo per riflettere sulla cosa che facciamo ogni venerdì sera - nel mio caso ogni volta che varco la porta di casa -, ma soprattutto è un modo per capire come la demonizzazione dell’alcol, con i conseguenti divieti, non abbia mai davvero intaccato il bisogno dell'umanità di bere e brindare insieme.

Insomma ci sbronzeremo sempre, almeno la storia ci insegna questo.

Gli esseri umani sono progettati per bere. Accidenti se lo siamo. Siamo più bravi di qualsiasi altro mammifero, a eccezione forse del topo malese. Non cacciatevi mai in una gara di bevute con il topo malese (…) sono capaci di inghiottire nove bicchieri di vino senza fare una piega”.

Il libro di Mark Forsyth ha diversi pregi: il primo è che viene scritto con un linguaggio assolutamente accessibile, pur parlando di storia, antropologia e società in una botta sola.

Gli aneddoti e le leggende legate all’alcol nella storia sono divertenti e soprattutto sono un ottimo spunto di conversazione per le vostre prossime sbronze: potreste citare quello si suppone essere il primo alcolico mai provato dall’uomo, l’idromele. Storia vuole che sia nato da un nido di api rovesciato che si riempì d’acqua piovana, e che con i residui di miele diede vita alla fermentazione. Oppure raccontare di come la birra sia stata inventata ancora prima dell’agricoltura - si parla addirittura del 7.000 A.C. Ancora: nel regno sumero le persone venivano pagata in oro, orzo e birra, così come i lavoratori che hanno costruito la Grande piramide in Egitto, che venivano retribuiti parzialmente con la birra: questo vi fa capire come l’alcol sia stato al centro dei pensieri - e delle contrattazioni - dell’uomo da quando si ha memoria.

Durante una riunione alcolica egizia, persino tra signore rispettabili, era necessario che ci fosse qualcuno che potesse assicurarsi che nessuno ruzzolasse nel Nilo o affogasse nel suo stesso vomito. E vomitavano parecchio. In un'altra raffigurazione di un banchetto vediamo una donna che vomita allegramente verso una cameriera (...)

Il libro di Forsyth passa in rassegna tutte le più grandi civiltà - greci e romani inclusi - e arriva fino ai secoli clou più vicini: il problema del gin in Inghilterra e relativa messa al bando dell'alcolico, la legge del 1914 dello zar Nicola II che dichiarò fuorilegge la vodka in Russia (dobbiamo ricordarvi che nel 1918 lui e il resto della sua famiglia vennero giustiziati?) e ovviamente il più famoso proibizionismo americano.

La messa al bando della vodka in Russia si sovrappone al proibizionismo per cinque anni. In Islanda entrò in vigore un divieto generalizzato sugli alcolici nel 1919; il vino e i liquori vennero legalizzati nel 1935, la birra nel 1989. In Finlandia il proibizionismo fu in vigore dal 1919 al 1932 (...) La Nuova Zelanda tenne un referendum sul proibizionismo nel 1919 e vinsero gli asciutti (...).

Ci hanno provato a vietare l'alcol, dice Mark Forsyth, ma nessun paese ci è mai davvero riuscito. Forse perché è proprio il bere che ci rende umani: "In qualsiasi luogo o epoca gli esseri umani abbiano vissuto, si sono sempre riuniti per inebriarsi". Come a dire che essere sobri non è mai stato davvero sufficiente per gli uomini.

Intorno al 9000 a.C. Abbiamo inventato l'agricoltura per ubriacarci ogni volta che volevamo. Il Risultato è stato la civiltà

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